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ELLECIDI :: NEWS L.C.D. :: IL BACO E LA
FARFALLA
Formazione di educatori di strada
secondo il modello in itinere
Ente attuatore: Lega Contro la Droga – Onlus
Progetto “Il Baco e la farfalla … in città”
E’ un programma di formazione-intervento per educatori di
strada secondo il modello in itinere. Il programma formativo “lanciato” nel
territorio ha consentito in un primo tempo di formare 38 operatori
e di mettere in atto, successivamente, un intervento di educativa
di strada rivolto a giovani di età compresa tra i 14 e i
21 anni.
Successivamente, dopo un anno di vacatio, il servizio è stato
riproposto, mantenendo sempre la doppia natura di percorso di formazione/
intervento, ma tuttavia in grado, fin da subito, di operare direttamente,
in situazione, nei contesti comunitari assegnati. Nella seconda fase
sono stati formati 24 nuovi giovani operatori sociali grazie anche all’aiuto
di 12 operatori Senior formati nella precedente esperienza.
Il servizio, che si pone nell’ambito degli interventi di
prevenzione primaria e secondaria, si realizza a stretto contatto
con i Servizi del territorio, sia pubblici che privati, interessando
in particolare i quartieri di Falsomiele, Oreto-Guadagna, Altarello,
Partanna, San Filippo Neri (Zen 1 e 2) e Marinella, ubicati rispettivamente
nei territori della III, IV e VII Circoscrizione.
Destinatari diretti
Almeno nella fase strettamente formativa, e in modo diverso secondo
ci si rivolga agli operatori Senior o Junior, destinatari diretti
sono i 36 operatori di strada, cui è stato rivolto un attento
training teorico/pratico fondato sul costante monitoraggio delle
azioni e sulla progettazione in itinere delle attività specifiche
da svolgere in strada.
Destinatari naturali
Destinatari naturali dell’intervento, gli adolescenti (“in
senso lato”) tra i 14 e i 21 anni, cui sono state rivolte
le azioni che caratterizzano l’intervento di educativa di
strada:
- mappatura del territorio, delle risorse, del disagio, dei
bisogni, dei desideri, per orientare in modo specifico le
azioni educative a partire anche dal coinvolgimento dei cittadini
(giovani e meno giovani) nelle attività di “risanamento”,
di segnalazione di bisogni, etc.
- aggancio, attraverso strumenti
musicali; attività di
manipolazione della creta; giochi cooperativi; teatro di
strada; disegni e murales; audio/video, etc.
- microprogettualità/consolidamento
delle relazioni, con l’attivazione
delle risorse e dei contatti privilegiati con singoli, gruppi, famiglie,
operatori di servizi e di agenzie educative, con parroci, istruttori,
esercenti, etc., al fine di raccogliere i bisogni più pressanti
e proporre – in un continuo rimando tra operatività e
analisi (tra fare e pensare!) – azioni concrete per migliorare
insieme la propria condizione: scolastica, lavorativa, formativa,
familiare, giudiziaria, psicologica, relazionale, di salute, etc.
- il
distacco: il lavoro di strada, inteso come intervento itinerante,
non stanziale, e che tuttavia “sa mettere le tende e sostare”.
Un lavoro simile non può non porre attenzione al momento in
cui ci si sposta e a quello che, in conseguenza di tale spostamento,
si sta lasciando. L’attenzione al distacco è attenzione
per le persone con cui si è entrati in contatto, per il tempo
della separazione in cui si fanno bilanci parziali e in cui si lascia
che ognuno continui per la propria strada, più ricco di prima.
Obiettivi strategici
Gli obiettivi strategici che gli operatori del progetto si sono
posti sono:
- proporre un nuovo modo di “vivere la strada”;
- formare
un gruppo di operatori che, partendo dalla loro esperienza
di lavoro con i ragazzi difficili, acquisiscono una metodologia
comune da applicare a una ricerca - azione;
- rendere visibile
la presenza di famiglie in difficoltà;
- stimolare una
cultura nuova di lavoro sul territorio: il lavoro di rete
e la partecipazione attiva alla cosa pubblica;
- non tralasciare
l’aspetto dello studio e dell’analisi
dei fenomeni rilevati durante l’intervento di strada,
al fine anche di documentare il lavoro svolto.
Obiettivi raggiunti
- la formazione, negli anni, di due generazioni di giovani
operatori sociali (38 nel primo biennio e 36 in questa seconda
fase), in grado di gestire programmi di animazione di strada,
di compiere azioni di mediazione tra cittadino e servizi, di
compiere in breve tempo un’analisi
dei bisogni e delle emergenze territoriali e di progettare interventi
mirati per una loro sia pur parziale risposta;
- l’attivazione
di percorsi di crescita, alcuni dei quali di gruppo, altri individuali,
altri coinvolgendo il gruppo famiglia;
- l’attivazione di processi
di comunicazione tra i cittadini (in particolare giovani) e i
servizi: le agenzie educative, i centri di aggregazione di quartiere,
i consultori, la scuola, etc.
- l’attivazione di percorsi
formativi specifici, di contrasto al diffuso fenomeno della
dispersione scolastica;
- la mediazione – in taluni casi – alla
ricerca di prime opportunità lavorative;
- lo scambio
con agenzie partner che hanno consentito l’invio
di due giovani a un campo estivo all’estero; l’inserimento
di un giovane alla scuola superiore; la preparazione di
altri tre ragazzi per l’esame di terza media e via
di questo passo;
- l’aggregazione di quartiere: attraverso
feste, giochi, animazioni, musica, organizzazione di concerti,
di balli in maschera, di performance pittoriche, di proiezioni
di diapositive, di estemporanee, etc., immortalate con
video e audio e narrate nei diari di bordo degli educatori/operatori
di strada;
- le scampagnate fuori Palermo, al cinema, in pizzeria,
al bar, nella sala giochi: organizzati insieme, vissuti
insieme e… ripulendo
tutti quanti (quasi sempre!);
- il buon umore e la speranza
di cambiare le cose come antidoti alla rassegnazione.
La microprogettualità
La microprogettualità, di volta in volta diversa - ritagliata
sulla singola persona o sul singolo gruppo di giovani o sul singolo
nucleo familiare o su una micro-comunità - ha alcune costanti
generali (Regole) che può essere utile ricordare:
- deve favorire l’emancipazione di chi ne è destinatario;
- deve prevedere un processo di consapevolezza da parte degli
attori che lo porranno in essere e che ne usufruiranno;
- non
deve essere sostitutivo dell’azione dei destinatari,
chiamati ad agire in prima persona;
- deve essere condiviso;
- deve essere posto per il bene primario
del destinatario;
- deve tendere a realizzare le pari opportunità;
- non
può essere realizzato con mezzi illegali.
Gli operatori lavorano con metodo, così sintetizzabile:
- operano a partire dal basso;
- lavorano ogni giorno come se fosse
il primo giorno;
- cercano il senso dell’azione sociale
nel contesto in cui viene applicata;
- progettano affinché le
persone sentano l’emergenza,
a partire da sé, di una cultura in cui tutti possano
ambire ad avere pari opportunità (nell’accesso
ai servizi, alla formazione, al lavoro, nel diritto di voto,
nel diritto ad una casa, etc.).
Figure professionali
Le figure impiegate per la realizzazione del progetto sono:
1 responsabile con funzione di coordinamento delle attività;
3 esperti in formazione;
6 facilitatori;
1 amministrativo con competenze informatiche;
24 operatori di strada in formazione (Junior);
12 operatori di strada con competenze maturate nel settore (Senior).
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DATI , MATERIALI,
APPROFONDIMENTI
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